sabato 7 gennaio 2017

Non sempre si può parlare bene

Ciao bloggherine, per ora sto tenendo fede alla promessa di scrivere spesso, ma non mi fido, capiterà qualcosa per cui il mio buon proposito andrà a farsi benedire. Ma nel frattempo eccomi a parlarvi di un libro letto questa estate.



Eccoci alla prima avventura della Comissaria Lobosco, Lolita.
Lavorare in polizia per una donna può non essere facile, se poi sei bella puo essere difficile ed è questa la premessa del romanzo. Nei corridoi del commissariato le voci sono su di lei, lei che ha una bellezza prorompente e non la nasconde, anzi la mostra, sfoggia la sua sensualità come fosse un'arma accanto alla pistola di ordinanza. Non si presenta bene questa commissaria, un po' strafottente, un po' troppo sicura di sè, con questa passione smodata per la cucina e le arance, che spesso vengono usate per alludere. Ma una mattina le cose cambiano, davanti alla scrivania si siede Stefano Morelli, il suo fidanzato del liceo, che è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e per Lolita non è facile nè restare indifferente, nè fare il suo lavoro senza pregiudizi. Ad accusare Stefano, dentista affermato e stimato, è la sua assistente, nonchè sua amante. Lolita non ci crede, è convinta che sia innocente e inizia a indagare, ma non mancheranno i momenti di dubbi per la bella commissaria e ovviamente riemergeranno i ricordi di un amore passato che ha lasciato l'amaro in bocca, che è finito in modo brusco ed inaspettato.

Ora veniamo a noi. Apprezzo quando la protagonista del romanzo è una donna, personalmente mi piace ed entro subito in sintonia con il personaggio, ma in questo caso ho provato una antipatia immediata, istintiva che è cresciuta leggendo il libro. Lolita è una donna briosa, che non annoia, tenace e nonostante sia forte come un uomo, resta sensuale e fragile come solo una donna sa essere, ma il personaggio è tratteggiato proprio male, ha degli atteggiamenti eccessivi, è inutilmente boriosa, eccessivamente convinta di essere bella e questo accenno non velato di superiorità proprio non me l'ha fatta piacere.
Non dimentichiamo la trama,  che è abbastanza banale, quasi si dimentica e a peggiorare la situazione arriva in aiuto lo stile della scrittrice, che sembra scriva un diario adolescenziale per quanto è semplice la sua scrittura. La punteggiatura spesso è dimenticata, sopratutto nei dialoghi e non contenta ha inserito delle frasi in dialetto barese che scimmiottano lo stile di Camilleri, ma che risultano solo fuori luogo. Il romanzo quindi non mi è piaciuto, non del tutto e se all'inizio pensavo di leggere anche gli altri, alla fine della lettura ho deciso che non lo farò. Vorrei sapere se lo avete letto e cosa ne pensate.


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venerdì 6 gennaio 2017

Thriller my love

Ebbene sì bloggherine, leggo per passione, per puro piacere e sono un a lettrice compulsiva, che non può avere meno di 7 libri da parte intonsi, pena una crisi di panico risolvibile solo correndo in libreria o usando Amazon, di cui abuso e lo dico senza vergogna. Oggi, dopo avervi augurato una serena Befana, vorrei parlarvi di un libro che mi ha lasciato senza fiato: Stupendo!!!!

E' così che si uccide

Protagonista indiscusso di questo romanzo è il Commissario Enrico Mancuso, un uomo unico nel suo genere, talmente particolare da risultare irresistibile. E' un profiler, conosce i pensieri dei criminali seriali, conosce profondamente l'essere umano, ma non vuole più toccare la bassezza umana, non desidera più essere così vicino al mostro, ora meno che mai, non ora che un dolore personale lo ha messo in ginocchio, ma Roma l'eterna chiama perchè un assassino uccide senza pietà, cammina nell'ombra e non lascia traccia.
Anche se l'autore è italiano, lo stile nello scrivere e nel dipanare la storia si avvicina di più agli scrittori americani , è veloce, dinamico, tiene il lettore costantemente sul filo del rasoio, l'adrenalina e la suspance scorrono a fiumi. Ma il nostro scrittore è anche bravo a non tralasciare gli altri protagonisti, gli aiutanti del Commissario e non si limita a descriverli come pianeti che orbitano intorno al protagonista principale, anzi, sono descritti in maniera minuziosa, indaga i loro pensieri, i sentimenti, li rende reali e vicini. La stessa Roma non è solo una città, non è il semplice sfondo della storia, è viva, pulsante e la descrizione che ne fa è bella, sorprende, senti la storia della città che scorre parallela alla storia del romanzo ed è una piacevole novità. Ma è inevitabile la morte a fare capolino e lo fa in modo prepotente, totalizzante ed è inevitabile essendo questo un thriller.Sono le donne a farle da padrone, senza una donna non c'è il motore della storia, è evidente che senza l'intervento di una donna difficilmente Mancini sarebbe riuscito a risolvere i problemi e le difficolti di cui questa indagine è colma. Le donne hanno un ruolo centrale nella vita del Commissario e lo si capisce bene proseguendo nella lettura. Questo romanzo tocca l'anima, sfiora le nostre paure, alita sulla parte nera che ognuno di noi possiede.

giovedì 5 gennaio 2017

Ci riprovo

Rieccomi con i buoni propositi per il 2017. In realtà nel 2016 ho scritto poco, ma ho fatto molto al di fuori del blog, ho studiato tanto e avviato nuovi progetti, fatti mercatini che mi hanno dato soddisfazioni ed ho allargato le mie vendite e le mie produzioni, modificando anche la tipologia. Però è innegabile che questo blog l'ho proprio trascurato e allora nell'anno che è iniziato mi sono ripromessa di scrivere almeno una volta a settimana. Ero partita con una volta al giorno, ma mentire non è un buon inizio.......

Ma andiamo subito ad iniziare e oggi voglio parlarvi di un libro che ho appena finito di leggere.

Qui si parla di una azienda milanese, Python, impegnata nella ricerca scientifica e della sparizione di Lamberto Cossali, dirigente dimissionario della citata azienda e da qui partiranno una serie di drammatici eventi. Leonardo Giannini, fondatore dell'azienda, teme che dietro la scomparsa del suo dirigente si celi qualcosa di importante, perciò chiede a Tobia Allievi, ispettore dell'Europol di Londra e amica di famiglia, di indagare infiltrando due agenti della sua squadra. Nel frattempo, Boris Ripchenko, anziano maestro di scacchi in vacanza a Madonna di Campiglio, inizia a ricevere delle lettere anonime con strani messaggi legati al mondo degli scacchi e quello che alle prime sembra solo un gioco si rivela essere un filo che lega ogni missiva ad un omicidio che si compirà a Milano.Gli indizi sembrano puntare su Cossali, ma il commissario non crede sia la verità, pensa al contrario che la stessa azienda nasconda l'assassino e le ragioni che lo muovono.  Questo libro è il secondo che i gemelli Ripa scrivono (Melodia Fatale è il primo) e non è di facile lettura, o almeno non lo è stato per me, bisogna conoscere almeno le basi degli scacchi e sicuramente qualche nozione di medicina e chimica bisogna possederla, però è stimolante e sicuramente è un libro che mi sento di consigliare perchè intrigante, quanto meno la trama non è scontata.
Spero che vi abbia fatto piacere leggere questo post e se qualcuno ha letto il libro da me citato e volesse darmi la sua opinione ne sarei felicissima.